UN VOLO LUNGO 10 ANNI
E' difficile ripercorrere 10 anni di attività amministrativa come Sindaco di Fara San Martino, un'attività intensa, quasi frenetica.
Ho scelto 5-6 temi che ritengo i più importanti, sebbene non gli unici della vita amministrativa farese.
Partiamo dalle OPERE PUBBLICHE, delle quali prendo in esame solo alcune tra quelle realizzate, opere per oltre 10.000.000 di euro completate dall'amministrazione Tavani.
Il nuovo Municipio: abbiamo chiesto al progettista di tornare sui suoi passi, appena insediati, per effettuare un intervento che fosse risolutivo; quel palazzo era di scarsissimo pregio architettonico e qualcuno aveva deciso cambiare due stipiti qui e là, qualche marmo e qualche portoncino di legno; con gli stessi soldi abbiamo demolito, azzerato quella costruzione anonima e per niente funzionale oltre che sicura, per realizzare un’opera che oggi vanta queste caratteristiche:
Il Teatro Comunale. Lo avevamo denunciato in campagna elettorale, avevamo smascherato chi si ostinava a chiamare Centro Culturale uno spazio senza forma e senza servizi, una nemmeno troppo bella sala polivalente avevamo ereditato, dove si passava dalle sagre ai libri alle feste ai convegni con una certa facilità. Oggi Fara San Martino ha un suo Teatro Comunale, questo teatro, inaugurato nel 2006, e grazie a questo teatro tutte le realtà associative di Fara hanno uno spazio dove recitare, leggere, presentare, discutere, suonare; solo la presenza di questa struttura ha portato alla nascita successiva di un’associazione teatrale e poi di un cartellone di spettacoli e appuntamenti, circa 10 l’anno; una buona sintesi tra lo sforzo del pubblico e la passione dei cittadini, riuniti in associazione teatrale.
Il Campo di Calcio e l’ingresso del paese. Appena 10 anni addietro fatta l’ultima curva alle Cese, lo sguardo del visitatore, e dei tanti faresi che rientravano a Fara, si fermava su tre desolanti quadri di degrado e di incuria: quel Campo di Calcio mai voluto terminare, quella Villa comunale all’arrembaggio di tutti e nel degrado assoluto, e una villetta comunale in cui svettava un fantastico maleodorante e fatiscente gabinetto pubblico. Beh, amici, non era il dopoguerra, era maggio di dieci anni fa;
oggi la Villetta è uno spazio riprogettato insieme alla Villa come uno spazio verde pulito e accogliente, dove la storia trova il suo spazio con la posa dell’opera del Maestro Santeusanio, opera peraltro commissionata con ben altri costi (il triplo) dalla precedente amministrazione; uno spazio che accoglie una struttura comunale affidata in appalto di gestione a privati e che è andata a colmare un deficit storico per un simile servizio ricreativo-ristorativo a Fara, sto parlando evidentemente del locale progettato da una coppia di tecnici faresi, chiamato La Villetta, che è una proprietà comunale;
la Villa Comunale è stata completamente rimessa a nuovo, nei suoi viali, nelle sue attrezzature di arredo urbano, nel suo impianto di illuminazione, con una recinzione che lo rende luogo sicuro per la vita all’aria aperta di anziani, giovani e famiglie con bambini;
la Rotatoria di ingresso al paese presso la Villa Comunale quello sì è esempio di accoglienza e di traffico in sicurezza; un’opera sollecitata dal Comune di Fara e realizzata dalla Provincia di Chieti;
infine il Campo di Calcio: bene, un’opera colossale mi verrebbe da dire, che è ripartita da 25/30 metri di profondità e con perizia e scelte tecniche oculate oltre un ettaro di fosso è stato prima messo insicurezza, attraverso anche la bonifica delle reti fognarie sottostanti, e in seguito arricchito – si fa per dire – di un moderno e funzionale impianto in erba sintetica di ultima generazione. Il Campo di Calcio, la cui tribuna in legno, con sovrastante impianto fotovoltaico, è stata intestata alla memoria del compianto Donato Cipolla, mi dà anche l’occasione per sottolineare come oggi a Fara vengano praticati una decina di sport di squadra e singoli, che tengono impegnati circa 500 appassionati; il Comune di Fara ha sostenuto tutte queste attività, tutte le discipline, tutte le iniziative proposte, e se oggi Fara San Martino vanta nel Soccorso Alpino di Chieti oltre la metà dei suoi operatori e il responsabile provinciale, che saluto, lo deve anche alla tenacia con la quale ha sostenuto gli sport di montagna, arrampicata e trekking anche quando i lavori del Monastero prima e la frana poi potevano metterli in discussione.
E infine Piazza Municipio e il suo parcheggio interrato. Io non posso credere che vi sia ancora uno solo dei contestatori del 2007 ancora convinto delle sue posizioni di protesta; in quella occasione abbiamo avuto la caparbietà di amministratori convinti che, a lungo andare, l’opera avrebbe conquistato il paese e i suoi visitatori; abbiamo avuto la fortuna di aver affidato ad un progettista di primo livello un’opera complessa e tecnicamente difficile, unita ad una gara vinta da un’impresa locale che ha dato le risposte attese in termini di tempi e di bontà nell’esecuzione; abbiamo ascoltato a responsabilmente le proteste, abbiamo raccolto le preoccupazioni delle famiglie della piazza e le abbiamo rassicurate chiedendo loro pazienza e fiducia. Ci fa piacere aver avuto ragione e riconoscere anche il sacrificio di quelle famiglie durato circa un anno, perché oggi la piazza si prepara a rinascere con altre tre nuove attività commerciali, tra le quali una pescheria comunale e anche il centro “Gianni Rodari” di cui vi parlerà il capolista nei prossimi appuntamenti.
E poi, per chiudere con il tema delle opere pubbliche, siamo stati anche l’Amministrazione invisibile, quella che ha rifatto la quasi totalità della rete fognante di Fara, che si è preoccupata di sostituire la rete di adduzione idrica ogni qualvolta si interveniva su strade, piazze e scalinate. Tutte le frane prontamente sistemate, inclusa quella terribile del gennaio 2010 al Monastero; i lavori di consolidamento, del Vallone Cese e di Capo la Terra, di Ripa Morella, del versante a monte del fiume, sotto San Pietro e ancora Ripa Morella bassa; lavori utili, necessari e anche godibili, perché le nostre soluzioni tecniche hanno sempre privilegiato il rispetto della natura e della pietra locale, così si spiegano il nuovo versante verde di Capo la Terra e di San Pietro, e le centinaia di metri di muro rivestito in pietra, realizzati riscoperti e valorizzati da questa amministrazione.
Ma potrei parlarvi ancora a lungo delle innumerevoli iniziative di arredo e sistemazione che hanno interessato la totalità del nostro paese.
Il secondo tema importante è il LAVORO E SERVIZI AI CITTADINI. Due temi che vanno d’accordo se pensiamo a quello straordinario servizio costituito dal Micronido comunale, anzi intercomunale tra Fara e Civitella, che può accogliere fino a 24 neonati fino a 3 anni, e garantisce possibilità di lavoro per 4/5 giovani laureate. Il Micronido appunto, La Villetta e il Centro Arca garantiscono servizi nuovi per Fara e una decina di posti di lavoro, per tutto l’anno. Per il nostro importante sistema produttivo, abbiamo completato infrastrutture come la rotatoria prospiciente la Delverde, la nuova strada dal Convento sottostante la De Cecco, di prossima apertura, importanti accordi per garantire spazi adeguati e risorse per i cicli produttivi; il mio impegno politico e personale a che la Pedemontana trovi il finanziamento che merita sta facendo il resto; abbiamo sicuramente inaugurato una nuova fase nel rapporto di collaborazione tra Comune e Aziende. Tra i servizi e gli incentivi ai cittadini, mi piace ricordare il Mutuo a tasso 0 per la Prima Casa, il Mutuo a tasso 0 per le Attività Commerciali, l’iniziativa Cambio ma non Chiudo che ha finanziato restyling e ammodernamenti delle attività; oltre 50 tra famiglie e attività commerciali hanno approfittato dei nostri incentivi per sistemare, rinnovare, ristrutturare. E ancora per le nostre attività, il ritorno del mercato settimanale nel centro storico, i nuovi parcheggi al teatro comunale, i box-parcheggi a San Pietro, la bonifica dell’area abbandonata di Via Napoli; i nuovi 4 posti macchina + 2 garage in Via Colle Egidio, in fase di ultimazione; in poche parole, i benefici diretti sul lavoro e quelli indiretti per aver appaltato in questi anni oltre 10 milioni di opere pubbliche. In questa ottica non possiamo dimenticare i locali che abbiamo messo a disposizione della Pediatra, in una struttura che era abbandonata e oggi vive su 4 livelli di servizio diversi seppure affiancati: Pediatra, Forestale, Combattenti e Gruppo Podistico oltre che Avis.
La Legge 13/2004. Con questa operazione da 250.000 € abbiamo finanziato il recupero di alcune scalinate tra le due piazze e ben 25 interventi privati, con un unico obiettivo: fare un paese più bello e riportarlo ad un comune sentire a livello progettuale; sta a voi giudicarlo.
L’acqua alle Fonticelle. L’abbiamo tutti dimenticato forse, tranne quegli amici che oggi hanno questo importante servizio nella zona più assolata e più fertile dal punto di vista agricolo; abbiamo dato acqua andandola a prendere da Palombaro che era già obbligata a darcela gratis, ma chissà perché nessuno si era attivato per farlo qui a Fara.
E ancora un altro tema: il TURISMO e la VIVIBILITÀ del paese. Nel 2001 prendemmo un impegno preciso, che potevamo onorare da subito qualora eletti; così fu. E da quel 13 maggio non c’è stato un giorno in cui non abbiamo cercato di abbellire la nostra Fara; con le ripavimentazioni, con la Passeggiata dietro il Colle, con la sistemazione di Via Nazionale all’uscita della Piazza, con il nuovo Piano dei Santi, con la piazzetta Escher sopra i garage di San Pietro, con il nuovo Col Marino e il restaurato Lavatoio che celebrano gli accessi al Parco, con il Bosco della Pace, l’ultimazione del Torrione Medievale e l’apertura del Centro Documentazione del territorio, il completo rifacimento della vasta zona delle Sorgenti del Fiume Verde, la concessione del locale bar nei pressi della sorgente, un servizio che mancava, la ristrutturazione dell’ex centrale De Cecco e la prossima apertura del Centro del Gusto, Macaronium nel vecchio opificio orsatti, con la storia che raccontano quelle travi di legno e quelle macine di pietra. Cultura, tradizione e recupero: tre ingredienti senza i quali parlare di turismo è inutile. E poi la nascita di strutture ricettive alternative, quali b.b, affittacamere e residence. Potevamo fare turismo senza informazioni? E allora pronto ormai da anni l’Ufficio Turistico in collaborazione con la maggiore cooperativa di servizi turistici del paese, per tutta l’estate presso le Sorgenti del Fiume Verde; in inverno l’ufficio funziona presso il Museo Naturalistico in Piazza Municipio.
Il tema dell’AMBIENTE. In piazza, penultimo comizio del 2001 parlammo di Vienna e di un termovalorizzatore al centro della città, indicandolo come esempio di virtuosismo ambientale, in Austria, per la capacità di salvaguardare l’ambiente, e lanciammo una sfida, quella della Raccolta differenziata. Abbiamo fatto decine e decine di incontri, mattina pomeriggio e notte per affinare un progetto che abbiamo proposto nel 2003. Bene, a voi non posso che dire GRAZIE perché Fara San Martino è stabilmente nella top list dei paesi ricicloni, con oltre il 75%. Questo ha significato negli anni decine e decine di migliaia di € risparmiati per la collettività farese, ha significato decine e decine di tonnellate di rifiuti riciclati, decine e decine di tonnellate di CO2 risparmiati al nostro ambiente a i nostri figli; significa civiltà e rispetto. Noi l’avevamo detto e insieme a voi l’abbiamo fatto, Fara merita un bell’applauso per questo. E ancora per l’Energia alternativa, l’abbiamo visto nel filmato: abbiamo calato sulle tribune del campo quanto Fara necessitava per la sua pubblica illuminazione, con un impianto fotovoltaico integrato tecnicamente e dal punto di vista ambientale, che produrrà energia per almeno 20/25 anni gratis, e procura al Comune rendite finanziarie per almeno 20.000 € l’anno per i prossimi 20 anni. E eguale operazione abbiamo fatto per la Scuola media dove forse pochi hanno notato esiste un impianto fotovoltaico, anche lì perfettamente integrato sul nuovo tetto della scuola, che produce 6 kw, più o meno la necessità di quell’edificio scolastico. Quest’attività sull’ambiente e sulla valorizzazione è stata premiata da un’infinità di Premi e attestati che hanno s636 certificato questo nostro comune impegno, dal premio APE a quello dei Comuni Ricicloni a quelli sull’acqua a quello della Bandiera Verde per l’agricoltura.
L’Aquilone per il SOCIALE e CULTURA si è speso con idee, risorse e fondi, spesso bandi di finanziamento vinti all’esterno. Partiamo dal Centro Arca, senza dubbio la più bella realtà di assistenza ai disabili di una vasto comprensorio. ARCA è per noi dell’Aquilone un orgoglio, è l’esempio di come volendo si possano garantire risposte a famiglie con problemi di diversabilità, seppure è evidente che mai nessuno potrà garantire quello che queste famiglie si aspettano. Ci riunimmo sette/otto anni fa in municipio proprio su sollecitazione di alcune di queste famiglie, volevano attenzione, uno spazio, un’attività organizzata in maniera professionale e seguita da esperti, un luogo dove questi figlie di Fara potessero vivere, lavorare, socializzare. Con la CM e con la RA abbiamo vinto quetsa sfida, facendo nascere ARCA che io invito a visitare nei giorni di apertura che presto diventeranno 5 nella settimana, andate a vedere come gli operatori professionisti di ARCA e con quale cura si occupano degli oltre 15 utenti che frequentano il centro. Potremmo chiamarla Via della Solidarietà l’attuale via Maiella, lì abbiamo la Scuola Materna, poi l’ex distretto sanitario da noi ristrutturato, e del quale una parte destinata all’ambulatorio pediatrico, ed un’altra parte al Circolo Combattenti e Reduci; a seguire il Centro ARCA, e poi il nuovo Centro Ricreativo Anziani, in una sede moderna, funzionale e dotata di ogni comfort, per oltre 300 soci.
L’Aquilone ha lavorato per il sociale delle borse lavoro, dei fondi destinati all’inclusione dei meno fortunati; il sociale dell’assegnazione di alloggi popolari per casi di emergenza; il sociale dei bandi esperiti e degli alloggi assegnati; una nuova attenzione quotidiana, con la nostra assistente sociale finalmente in contatto continuo con l’amministrazione comunale.
La CULTURA di Escher, che tra qualche giorno porterà a Fara San Martino 65 maltesi che si fermeranno 8 giorni per concludere con il primo gemellaggio europeo tra Italia-Malta con Fara protagonista; significa attenzione alla storia e alle tradizioni, significa soprattutto cogliere le opportunità per i giovani faresi che dal 16 aprile avranno una possibilità in più per la lingua, per lo studio, per i master e anche per le vacanze. La Cultura di FARANTICA, edizione sostenuta e contribuita da questa amministrazione, che si appresta a comunicare all’autrice Giannina Di Cecco il nuovo impegno per l’opera sulla guerra e sullo sfollamento che la nostra storica sta completando. L’abbiamo già invitata a presentare il nuovo libro il 1 giugno, nella vigilia della Festa della Repubblica, e nei 150 anni dell’Unità d’Italia. La CULTURA dell’Associazione teatrale, quella delle due associazioni culturali, e ancora la SCM “Alfonso Cipollone” che ha aperto le porte alla musicoterapia e ha visto nel teatro comunale lo spazio di confronto per bambini e famiglie; la cultura e la promozione delle tante attività che la PROLOCO organizza nel segno della tradizione, dell’accoglienza turistica e della promozione. La CULTURA dei nuovi progetti previsti per Piazza Municipio, che saranno spiegati nelle prossime riunioni. Il SOCIALE del “Il tuo comune ti è vicino” con la quale abbiamo materialmente sostenuto interventi per diversabili; il SOCIALE del Micronido, lo abbiamo già visto; e poi i soggiorni estivi per Anziani e per Minori, puntuali e graditi. La CULTURA de I VALORI DEL TERRITORIO: in con questa iniziativa il Comune ha dato vita ad una collana di tesi di laurea riguardanti il territorio, che a nostre spese sono stampate in 1000 copie, distribuite ai cittadini, alle aziende e ad almeno 200 biblioteche e Centri Studi in Italia; le prime due testi pubblicate sono relative una ad uno studio della realtà socio-economica di fara, l’altra al Pino Laricio (pino Nero) della Majella di Fara San Martino
* * *
COSA HA LASCIATO L'AMMINISTRAZIONE TAVANI?
Un BILANCIO in ordine, certificato dai revisori dei conti e dal nostro funzionario ragioniere; un bilancio che gode di nuove e non immaginabili entrate, frutto della capacità che abbiamo avuto nel saper valorizzare le nostre risorse primarie, qualche centinaio di migliaia di euro che hanno compensato le perdite del ruolo dell’acqua, passato alla SASI come è noto.
Una politica delle tariffe sempre attenta alle famiglie e che quando ha richiesto manovre, queste hanno interessato principalmente il mondo delle imprese, e non parlo del mondo industriale, ma di tutte le imprese. L’ICI è ferma per le famiglie di Fara da dieci anni, la TARSU ferma da anni sebbene il conferimento in discarica abbia quintuplicato i suoi costi per noi. La refezione e lo scuolabus ai livelli più bassi nel raggio di decine di km, con aumenti minimi, fisiologici.
Un virtuoso meccanismo di effetto moltiplicatore di ricchezza e di economia che hanno prodotto gli oltre 10 mln di € investiti sul nostro territorio, dei quali appena il 20% finanziati con indebitamento. L’economia indiretta messa in moto dalle operazioni di Mutuo Prima Casa, quello Attività Commerciali, Faccia di Pietra, Cambio ma non Chiudo, la Legge 13 sui Borghi, e presto Rinascimento Urbano dei Borghi Autentici e il Fotovoltaico Etico.
Un bilancio come quello che lasciamo noi può solo significare ONESTÀ E TRASPARENZA, mai sfiorati in dieci anni da una sola denuncia, ma nemmeno da una notizia di presunta irregolarità. Mai un appunto dalla Corte dei Conti, mai un contenzioso con i cittadini e le imprese.
La Buona Amministrazione.
Il progetto strategico Borghi Autentici, il cui slogan recita “i Comuni che ce la vogliono fare”; noi ci crediamo nel recupero degli edifici selezionati e nella creazione di una grande ricettività diffusa sul territorio, che saranno ulteriore fattore di attrazione e accoglienza turistica, vicino alle importanti risorse già presenti.
Una filosofia, un approccio che ci piace chiamare “di civiltà e di sviluppo”, le nostre idee sempre PER e mai CONTRO, le nostre mediazioni politiche e culturali, un’amministrazione senza “distinguo”, una amministrazione di equilibrio.
E infine Il Monastero di San Martino in Valle: un brivido mi percorre la schiena ancora oggi quando parlo dell’Abbazia di San Martino. Lì abbiamo misurato la nostra tenacia e l’attaccamento alla storia, lì in quell’occasione abbiamo valorizzato mettendoli all’incasso i nostri sforzi per la tutela ambientale, lì abbiamo capitalizzato la ricchezza e la storia di chi l’ambiente se lo era posto come obiettivo da tutelare e non come strumento per colpire, affondare, offendere. Lì abbiamo restituito a Fara la sua storia che viene da quella montagna, da quell’acqua, da quel contesto spettacolare e immacolato, e soprattutto ben conservato.
Lì abbiamo riscritto una storia che nessuno poteva immaginare rimanesse sepolta.
Lì la nuova amministrazione, io spero dell’Aquilone, potrà sviluppare un bel capitolo che parla di valorizzazione, di eventi, di pubblicazioni, di visite guidate, di istruzione, di studio, di decine centinaia migliaia di visitatori che potranno tornare ad ammirare l’opera benedettina. Lì abbiamo sconfitto qualche contestatore isolato, e convinto tutti gli altri che la storia ha un valore, che nessuno potrà mai ignorare.
mail: tavani@camerlengo.it • web: www.antoniotavani.it